Un mare di persone
Era davvero un mare di persone quello che ci stava seguendo. Per motivi incomprensibili, al nostro passaggio la folla si muoveva, si girava e ci seguiva. Eravamo gli unici stranieri, ma certo non posso credere che fossimo i primi. Era un villaggio, come molti. Un mercato come un altro in Etiopia. Ma i bambini avevano preso a danzarci intorno, a chiderci foto, e poi ancora e ancora. Non osavo neppure fargliele vedere perchè erano troppi, una folla, un’onda che si spostava con noi. Dopo un po’ abbiamo dovuto andare via. Non perchè ci fosse un pericolo, ma perchè semplicemente eravamo uno scompiglio, avevamo interrotto la loro vita. Anche uscire però non era semplice. E alla fine ho dovuto smettere di fotografare, perchè nessuno voleva restare senza un ritratto e farlo a tutti era semplicemente impossibile.
02 nov 2015 in Etiopia, Travel
Un giorno a Varanasi
Sono ben cinque anni che queste foto giacciono inutilizzate nell’hard disk. Infatti risalgono al 2010, quando una fortunata esplosione vulcanica in Islanda, ci costrinse a fermarci una settimana in più in India. È così che ci spostammo da Delhi a Varanasi, dove l’India si esprime al suo massimo. Fra templi, riti sacri, barche che al mattino si spostano lungo il Gange, sotto il sole che ad aprile bruciava inclemente, la vita si svolgeva uguale da millenni. Le mucche sacre in cima alle scalinate (ma come fanno?), i barbieri all’ombra dei muri scrostati, le tazze di terracotta colme di yogurt  al cardamomo e pistacchio, i bagni nel fiume Gange, giallo e fangoso. Sono foto che prese ad una ad una, forse non hanno nulla di spettacolare, ma che nel loro insieme formano un coro di voci, che fa da sottofondo a bellissimi ricordi.
22 lug 2015 in Travel
Kanawa
Kanawa è un’isola molto piccola, più o meno una collinetta che spunta dal mare, circondata dalla barriera corallina. L’acqua è trasparente al punto che fotografandola dall’alto si possono vedere i coralli che ci stanno sotto. Si trova di fronte a Labuanbajo, sull’isola di Flores (Indonesia). Sull’isola non c’è niente, solo pochi bungalow alimentati da un generatore che ad una certa ora consente di avere un po’ di elettricità e l’acqua nel bagno, che mancano nel resto del giorno. Si mangia sotto una tettoia di paglia, scegliendo al mattino il pesce che ti prepareranno alla sera. Da lì si può partire per andare a visitare Rincha e Komodo, dove si trovano i Varani più grandi del mondo. La piccola imbarcazione parte in tarda mattinata per raggiungere la prima delle due isole, Rincha, poi sosta al tramonto davanti all’isola delle volpi volanti, che appena scende la notte, prendono il volo tutte insieme, Si cena e si dorme in barca e il giorno dopo si naviga fino a Komodo per vedere ancora i varani e poi tornare a Kanawa. Quella notte dormimmo in quella palafitta infondo al pontile, su due materassi buttati in terra. Nel bel mezzo della notte Eros mi svegliò per […]
02 lug 2015 in Travel
Tamegroute
Penso che in pochi abbiano sentito parlare di Tamegroute, un polveroso villaggio del Sud del Marocco. Eppure ha una lunga storia che iniziò almeno nell’undicesimo secolo. In questo posto, ai margini del deserto, nella valle del Draa, fu aperta una scuola coranica già famosa nel 1500. In seguito venne fondato un ordine Sufi, il cui primo maestro insegnò nella scuola intorno al 1640. Da allora, i capi della scuola sono discendenti del Maestro Sufi e si sono tramandati il compito di insegnare il corano di padre in figlio per generazioni e generazioni fino ad oggi. Nel frattempo la scuola ha raccolto circa 4000 libri, tutti manoscritti miniati, di epoche che vanno dal 1000 al 1600, su materie religiose, scienze, matematica, geografia etc, etc. Tamegroute oggi accoglie una delle più ricche e antiche biblioteche dell’Africa (biblioteca che non si può fotografare). Ad accoglierci un anziano maestro di 94 anni, che ci ha spiegato nella nostra lingua (non si sa bene quante ne parli!) e con occhi accesi, cosa contengono i testi antichi. Ma Tamegroute è nota anche per due altre particolarità: la produzione delle ceramiche verdi, colore dell’Islam, di cui sono coperti i tetti di tutte le moschee del Marocco, e […]
09 apr 2015 in Travel
L’eclissi
L’unica eclissi che avevo visto fino ad oggi era quella dell’agosto 1999. Oggi però, a differenza di allora, avevo un tele e un filtro ND. Così eccola,  un po’ velata, non così forte come allora, ma pur sempre impressionante
20 mar 2015 in Travel
Djma El Fnaa
La famosa piazza di Djmaa El Fna a Marrakech ha mille anime. Di giorno pigra e assolata piazza in mano ai venditori di spremute d’arancia. Poi, più tardi, arrivano dentisti e venditori d’acqua, incantatori di serpenti e cantastorie. Al tramonto, invece, i venditori di cibo arrivano coi loro carri e montano cucine e tavoli, nonchè l’esposizione di pesce, verdure e tajine, pronte per la sera. È alla luce del tramonto, quando i primi turisti si siedono alle panche per mangiare, che arriva un momento magico, in cui la luce del sole gioca con le bancarelle e con i fumi delle cucine che cominciano ad alzarsi al cielo. I cibi appaiono e scompaiono fra i raggi e le mani mescolano, tagliano, cuociono, girano freneticamente.
12 mar 2015 in Travel
L’Oasi di Sant’Alessio
Vicino a Pavia c’è un posto dove è possibile passare una giornata in mezzo alla natura e a contatto con gli animali: l’Oasi di Sant’Alessio. Si tratta di un posto nato per la volontà di un privato, in cui si tenta di reinserire allo stato libero specie di animali, prevalentemente uccelli, che stanno sparendo nel nostro paese. Questo meraviglioso risultato viene ottenuto permettendo alle specie di trovare nell’Oasi il loro ambiente naturale ideale, sul quale l’uomo mette le mani solo per eliminare potenziali pericoli per i visitatori, ma che altrimenti lascia intatto. Gli animali nidificano, si riproducono, allevano i cuccioli e poi, al momento giusto ricominciano la loro vita in libertà. Molti uccelli seguono i corsi delle migrazioni e poi tornano lì, all’Oasi. Come la cicogna che adesso vive libera nel suo nido sul tetto del castello.  
09 mar 2015 in Nature
L’alluvione
Usciti da Lalibela, ci dirigemmo verso Gondar. Pioveva forte, ed aveva piovuto tutta la notte. Vicino al lago Tana, un fiume era straripato ed aveva invaso le case, i campi, le stalle. Ma le mandrie sono una ricchezza troppo importante e vanno accudite. Così due bambini uscirono di casa, presero le bestie e le fecero uscire per portarle in un campo non inondato dove farle mangiare. Ad un certo punto l’acqua diventò troppo alta e le mucche si buttarono a nuoto. Lo stesso fecero i due bambini. Nell’acqua fredda della stagione che per loro è l’inverno, senza vestiti, senza scarpe, a 2500 mt di altitudine. Con un sorriso sul volto.
18 nov 2014 in Etiopia del Nord, Travel
Lalibela, dall’Inferno al Paradiso
Le chiese scavate nella roccia di Lalibela, risalgono a circa 900 anni fa. Il re Lalibela volle che fossero scavate a immagine del regno di Dio. Ogni chiesa nasconde simboli e messaggi religiosi che sono di lettura davvero difficile per noi. Ma questo passaggio sarebbe piaciuto a Dante: il tunnel infatti rappresenta la via dall’Inferno al Paradiso. Il tunnel dell’inferno è completamente buio. Non c’è una sola luce che riesca a penetrare, si è completamente ciechi, senza poter capire se ci sono scale, sassi, o magari animali che passano fra i piedi o sul muro a cui si cerca di appoggiarsi. Il buio è così fitto che se tieni per mano la persona davanti a te, non riesci a vederla. Facile farsi prendere dallo sgomento o dalla paura, soprattutto, immagino, i fedeli di qualche secolo fa, per i quali questa doveva essere una bella prova. Solo all’ultimo la luce ti abbaglia e finalmente esci nel Paradiso, nel sole, nella Chiesa di Dio, che, a quel punto, sembra davvero la salvezza.
17 nov 2014 in Senza categoria
Il mercato di Turmi
Gli Hamer sono una tribù dell’Etiopia. Vivono a Sud, nella valle del fiume Omo, famosa per la ricchezza culturale e diversità delle sue tribù. Gli Hamer sono appunto una di queste. La città più vicina ai loro villaggi è Turmi, una lunga strada polverosa con poche case che ci si affacciano in mezzo alla savana semidesertica. Ogni settimana, in questa cittadina, si tiene un grande mercato al quale partecipano gli Hamer di tutti i villaggi lì intorno. Ovviamente non ci sono mezzi di trasporto per arrivarci: gli Hamer si muovono a piedi per raggiungerlo. Al mercato vengono vendute le merci che loro stessi producono, quindi soprattutto i loro manufatti, fascine di legna, miele raccolto dai loro alveari (ancora pieno di api…), foglie essiccate, spezie, cereali e farina. Le donne sono l’anima degli scambi e di gran lunga più numerose degli uomini. Vestono i loro tradizionali abiti cuciti con le pelli di capra. Le donne sposate portano gonne arricciate e corpetti più ampi e coprenti, le ragazze invece dei triangoli di pelle riccamente decorati di perline colorate gialle, rosse, azzurre e nere. Al collo hanno collane di perline colorate se sono nubili, oppure anelli di metallo lavorato se sono sposate. Le […]
30 ott 2014 in Etiopia, Travel